lunedì, 19 ottobre 2009

ancora su Millan...

Ci sono rimasta male.
Eh sì, perchè al di là del libro, che un paio di concetti utili secondo me li dà - anche se, alla luce dei video, mi sono ritrovata a pensare che anche il libro non sia adatto a tutti, soprattutto a chi non ha mai letto nient'altro sull'argomento - a me Millan, "a pelle", è proprio simpatico.
Ha una faccia solare, un sorriso contagioso, e sembra amare davvero quello che fa, e crederci.
Avevo deciso di guardare i filmati senza preconcetti, e cercando di non pensare alle critiche che avevo letto in rete; ma effettivamente alcuni metodi utilizzati sono indifendibili.
Finora sono state trasmesse quattro puntate, io ne ho viste poco più di due, e ho già visto troppi collari a strozzo, troppe strattonate, troppi cani che, a sentire il libro, dovrebbero essere calmi e serenamente sottomessi, e invece si vede lontano un miglio che sono nella migliore delle ipotesi molto a disagio, nella peggiore francamente terrorizzati.
Quindi devo ammettere che quanto letto in giro è vero: nella pratica, i metodi di Millan sono quantomeno antiquati (il pugno di ferro tuttora impazza, in certi ambienti, ma sicuramente andava per la maggiore vent'anni fa), e soprattutto rischiano di creare una serie di aspiranti imitatori che finiscono al pronto soccorso; e si sa che, in questi casi, le conseguenze peggiori in genere le pagano i cani.
Peccato...
postato da: faffo alle ore 23:23 | link | commenti
categorie: tivvù
domenica, 27 settembre 2009

Il fatto è che bisogna imparare a parlare ai proprietari...

Quando ho scartato il pacchetto e ho letto il titolo del libro che mi hanno regalato, devo ammetterlo, non avevo grandi aspettative.

“L'uomo che parla ai cani”.

Eccolo qui, mi sono detta, l'ennesimo furbetto che si inserisce nel filone trendy del momento, tra l'uomo che addestra i cani col solo movimento delle sopracciglia e la donna che li cura in base al colore della loro aura.

E invece no. Cesar Millan non dice niente di astruso, niente di delirante, potrei dire anche niente di particolarmente nuovo, in fondo; ma ha ben chiaro quali sono i problemi che più frequentemente si incontrano nel rapporto cane-padrone, e ha un'idea altrettanto chiara -e a mio parere decisamente condivisibile – di quali siano gli errori quasi sempre presenti alla base di questi rapporti “difficili”.

Millan si occupa spesso di cani estremamente aggressivi, non di rado alle soglie dell'eutanasia (che negli USA, purtroppo, viene praticata con una certa facilità, ben lo sa chi abbia mai seguito programmi tv come animal cops), ma io credo che la lettura del suo libro possa essere molto utile a chiunque abbia un cane, e anche a chiunque stia pensando di prenderne uno.

Il punto fondamentale su cui mi trovo assolutamente d'accordo con il dog whisperer – questo è il titolo originale del libro e del programma di Millan su Nat Geo USA – è la necessità di ricordare che l'affetto non basta, e che anzi, se dispensato in modo eccessivo e non riequilibrato dalla richiesta di un minimo di disciplina, può essere addirittura dannoso: vedi i sempre più numerosi casi di padroni alla “nopiccolinocosìnonsifa”, totalmente in balia del loro Rambo ( che di solito è un chihuahua vestito come la BarbieSposa e più inavvicinabile di un cobra) o della loro Briciola ( che invece, mediamente, è un rottweiler che ama sbriciolare sì, ma gli yorkie, sotto i denti).

Non ho intenzione di mettermi a tenere un trattato, su queste pagine, su quanto ritengo importante fare sì che i messaggi che mandiamo ai nostri cani siano chiari, quando si tratta di posizioni gerarchiche nel “branco”: d'ora in avanti, però, consiglierò sull'argomento anche il libro di Millan.

Lo consiglierò anche perchè un altro invito che vi si ritrova spesso è quello di far fare al proprio cane molto moto: non solo gioco, non solo corse in giardino, ma soprattutto passeggiate, in nostra compagnia. E' un ritornello che anche io non mi stanco di ripetere, di fronte a proprietari che credono che il giro dell'isolato tre volte al giorno sia sufficiente, e che se un cane ha a disposizione un giardino, non ha nessun bisogno di essere portato a spasso. Millan lo ripete più e più volte, che niente può sostituire le passeggiate... chissà che a lui non diano ascolto?

 

Un' ultima annotazione: mentre finivo di leggere il libro, ho saputo che a breve partirà, su NatGeo Wild (canale visibile sulla piattaforma di Sky), un nuovo programma, ovvero proprio la versione italiana di Dog Whisperer.

Oramai siamo in zona Cesarini: la prima puntata è prevista per domenica 27 settembre, domani (ehm... oggi, disse guardando l'orologio), alle 21.

Sono curiosissima di vederlo, perchè ho scoperto che su Millan i pareri degli addetti ai lavori sono a dir poco contrastanti, c'è chi sostiene che sia un genio, chi lo ritiene troppo autoritario e coercitivo:ora a noi l'ardua sentenza.

Buona lettura e buona visione!

 


 


postato da: faffo alle ore 00:02 | link | commenti
categorie: tivvù, i sacri testi
sabato, 15 agosto 2009

PAUSA PRANZO

pausa pranzo
postato da: faffo alle ore 09:50 | link | commenti (2)
categorie: storie dal branco
giovedì, 09 luglio 2009

Agility, troppa agility!

C'era una volta un bel meticcione, con il pelo folto, il corpo snello e il crapone tondo da orsacchiotto. Per bilanciare il fatto che fosse così bello, qualcuno in canile doveva avere deciso che era necessario un nome brutto brutto, e così il bel meticcione era stato battezzato SADDAM.
Nonostante il nome, Saddam non aveva fatto fatica a farsi notare, e così nel giro di qualche settimana era andato ad abitare in una bella villa con giardino e vista lago, e soprattutto con una famiglia che gli voleva un gran bene.
Ma si sa, c'è chi ha il pane, chi ha i denti, e chi vuole la focaccia: forse per questo, il nostro eroe ben presto si era reso conto che nessun giardino, per quanto vista lago, è infinito, che oltre il giardino c'è un sacco di roba da annusare, o da rincorrere, o da giocarci insieme, o da sgranocchiare, e che le recinzioni della sua nuova casa erano ben lontane dal poterlo fermare. E un cagnolotto grosso e peloso, per quanto col testone da orso yoghi, non a tutti piace quando scorrazza libero per le mulattiere; così i compaesani avevano cominciato a lamentarsi, e i padroni di Saddam a preoccuparsi. Fino a chiamare, un giorno, in canile, per chiedere aiuto.
Qualcuno - chissà, forse la stessa persona che gli aveva trovato il nome? -,di fronte al rischio di un
triste rientro in canile, gioca a questo punto il jolly: "provate a castrarlo: così sarà più facile farlo ingrassare, e quando sarà grasso non riuscirà più a saltare!"
Allora, in questa storia non si danno giudizi etico-socio-etologici, quindi tacetevi.
Sta di fatto che Saddam viene operato, e che in seguito comincia a diventare un po' meno snello... in pratica adesso anche il fisico è quello di un orso, diciamo che è diventato più coerente.
Però...
però...
però salta ancora come un grillo. Ma ha imparato un'altra importante lezione: quando si va a fare un giro, è buona cosa tornare a casa per cena. Così adesso salta la recinzione per uscire, ma dopo poco la risalta per rientrare.
Insomma, e vivranno tutti felici e contenti.
Mò ve li faccio vedere solo di schiena, così non mi denunciano. :)


sad
postato da: faffo alle ore 23:44 | link | commenti
categorie: storie dal branco
mercoledì, 01 luglio 2009

ANTICORPI BLUES... senza parole.


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postato da: faffo alle ore 08:43 | link | commenti (3)
categorie: in famiglia
lunedì, 25 maggio 2009

UNA STORIA COME TANTE

Questa "storia" non l'ho scritta io.
L'ho letta su facebook, e mi sono commossa. E visto che è davvero una storia come tante, perchè di storie così sono pieni, purtroppo, tutti i canili, ho chiesto l'autorizzazione a riportarla anche qui.
L'autore è l' Associazione Canili Lazio Onlus, www.associazionecanililazio.it. Visitate il loro sito, è gente che si dà davvero da fare. Peccato che ci sia TROPPO, da fare...

La storia di Bernardo è una storia come tante.
Un giorno qualcuno porta Bernardo in canile. Chissà dove lo trova, chissà perché finisce lì dentro. Lo mettono in un box e chiudono la porta.

Ogni giorno, due volte al giorno, arrivano gli operatori del canile: Bernardo corre vicino alla grata, muove furiosamente la coda, qualche volta vi appoggia sopra le zampe per attirare l'attenzione. Gli operatori entrano, posano sul pavimento una ciotola di crocchette, poi vanno via. Bernardo li guarda allontanarsi e via via la sua coda si muove sempre più lentamente, fino a fermarsi del tutto.
E' piccolo il box di Bernardo, solo un paio di metri quadrati e nemmeno un filo d'erba da annusare.

Gli anni passano, la vita di Bernardo scorre lenta. Qualche volta al canile arrivano delle persone che Bernardo non ha mai visto prima. Camminano e guardano dentro ogni box. Davanti ad alcuni di essi si soffermano più a lungo, davanti ad altri gettano solo uno sguardo distratto e poi proseguono.

Un giorno arrivano una donna e un bambino. Camminano lentamente, si soffermano davanti ad alcuni box, avanzano. Poi arrivano davanti a quello di Bernardo e si fermano. Per alcuni interminabili secondi la donna e Bernardo si guardano negli occhi. Poi il bambino grida per attirare l'attenzione della mamma: ha visto un bellissimo cucciolo pochi metri più avanti. La donna si allontana, raggiunge il bambino nel box del cucciolo; i due restano lì una decina di minuti, poi escono. Il bambino stringe il cucciolo tra le braccia.

Gli anni passano ancora e ancora Bernardo è lì che aspetta. Aspetta che qualcuno entri e lo porti via, che lo faccia correre all'aria aperta, che gli lanci un bastone in attesa che lui lo riporti. Aspetta una carezza, uno sguardo di complicità. Ma nessuno arriva.

Bernardo è dimagrito, il pelo è diventato più grigio, il suo corpo ha perso parte della muscolatura e lui stenta a stare in piedi.

Nove anni sono passati, è una mattina come tante e quella mattina Bernardo muore.

La storia di Bernardo è una storia come tante perché migliaia sono i Bernardo che aspettano, aspettano dentro un box, che qualcuno li porti via.
Per loro c'è ancora una speranza, se tu vuoi regalargli una speranza.


bernardo
postato da: faffo alle ore 19:13 | link | commenti (1)
categorie: perchè questo blog, storie daltri, siti da visitare
venerdì, 22 maggio 2009

APRILE DOLCE DORMIRE



burritonelcesto

Come dite? E' già quasi finito maggio?
Orpo, allora mi devo dare una svegliata...

                                                   si ringrazia il buon vecchio Burrito per aver fornito
                                                   un'immagine di sè tanto paciosa...

postato da: faffo alle ore 15:11 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 18 marzo 2009

L'incubo di Modica

Fino a ieri, pensare a Modica mi faceva sognare: sognare la Sicilia, e... il cioccolato .
Da ieri, il sogno è diventato un incubo, e Modica è diventata il simbolo di questo paese, dove ognuno pensa sempre e solo al proprio tornaconto, al proprio benessere, al proprio portafoglio, dove si chiudono gli occhi sul problema del randagismo e delle cucciolate indesiderate, dove la gestione del cane di nessuno è demandata a delinquenti e approfittatori, che hanno il solo fine di arricchirsi, a discapito di chi non può accusarli (succede soprattutto al sud, ma non illudiamoci che il ricco nord sia privo di esempi).
Dove, quando una tragedia fa scoppiare il PROBLEMA, ci si mette la mimetica e si va a giocare al Vietnam, si sparge un po' - un bel po' - di sangue, e poi ci si dimentica di tutto.
Fino alla prossima tragedia.
 



Nella foto, uno dei famigerati cani assassini (per la precisione, la terribile capobranco), poco dopo la cattura.
Come si legge sulla fonte della foto, la pagina del giornale sciclinews,
"Se i cani [...] hanno la coda a sciabola irta in avanti e le orecchie rizzate anch’esse in avanti, sono cani violenti nei confronti degli uomini".
meditate, gente.
postato da: faffo alle ore 21:35 | link | commenti (4)
categorie: cheggente
sabato, 17 gennaio 2009

uno zeppelin in libertà!

Era entrato in canile quasi un anno fa. Taglia piccola, zampine corte e corpo oblungo secondo lo standard del classico salsicciometiccio, il musetto sveglio e allegro di quei cani che sembrano avere un sorriso per tutti.
Età presunta: dieci anni. Il che rendeva l'adozione quantomeno improbabile.
Daniela l'aveva chiamato Zeppelin. E lui, da canino gentile qual è, aveva subito cercato di rendere omaggio a quel nome importante, impegnandosi a primeggiare nello scofonamento dei pasti, propri ed altrui; così di giorno in giorno assomigliava sempre di più al dirigibile al quale si ispirava. E questo rendeva l'adozione ancora meno probabile.
Ma si sa, la studio delle probabilità non porta a risultati certi, e infatti poco tempo fa Zeppelin è stato adottato: l'ha scelto una famiglia che ha saputo guardare oltre il certificato di nascita e l'aspetto boterico, vedendo quello che era importante vedere.
Solo il nome non è stato particolarmente apprezzato, ed è stato prontamente cambiato:
adesso, alla faccia dei chili di troppo, Zeppelin si chiama Piccolo!

zeppelin
questo è lui appena arrivato, ancora poco sorridente e poco ciccio... :)


























postato da: faffo alle ore 13:49 | link | commenti (3)
categorie: storie dal branco
venerdì, 16 gennaio 2009

Comunicato ufficiale Zoo di 105

Ricevo, copio e incollo. Tutto è bene quel che finisce bene? Speriamo.
Intanto, come ho detto sotto, chi ha sbagliato lo ammette e si prende le proprie responsabilità, e questo merita rispetto.

A fronte delle polemiche scatenate dalle dichiarazioni che i conduttori dello “Zoo di 105” hanno fatto nel corso della trasmissione di lunedì 12 gennaio, il programma di Radio 105 è stato sospeso.

Il 14 gennaio è stata organizzata una puntata interamente dedicata all’argomento con interviste ai responsabili delle associazioni, durante la quale i conduttori del programma si sono personalmente scusati con loro e con gli ascoltatori, hanno ammesso la propria stupidità, ribadendo la propria contrarietà a ogni forma di violenza sugli animali e si sono impegnati a organizzare all’interno del proprio programma momenti di comunicazione dedicati alle associazioni e alle iniziative a sostegno degli animali. Inoltre Marco Mazzoli e soci hanno promesso in diretta di impegnarsi in prima persona in un lavoro di volontariato nei canili.

Giovedì 15 gennaio i conduttori dello Zoo di 105 hanno registrato un video che verrà pubblicato su YouTube in uno spazio acquistato a proprie spese. Si tratta delle scuse ufficiali di Mazzoli, Noise e Wender e della comunicazione dei loro propositi per cercare di riparare all’incresciosa situazione creatasi.

Al momento il programma è sospeso e riprenderà soltanto nel momento in cui le intenzioni dello Zoo si trasformeranno in realtà.

Mazzoli e soci sono dispiaciuti e si scusano con tutte le persone che si sono sentite offese dalle loro dichiarazioni e ammettono che si è trattato di uno scivolone dettato da superficialità e incoscienza.

Afferma Mazzoli: “Purtroppo si è trattato di una goliardata: abbiamo voluto scherzare su un argomento importante e, senza rendercene conto, ci siamo fatti prendere la mano dicendo cretinate una più grossa dell’altra che naturalmente non pensiamo; purtroppo la situazione è degenerata e non siamo riusciti a riprenderla in mano. Non abbiamo mai fatto del male a nessun animale. Anzi, tutti noi amiamo gli animali e il Gruppo di cui facciamo parte da oltre 30 anni aiuta tutte le associazioni.

Ci piacerebbe coinvolgere i nostri numerosi ascoltatori in un progetto ampio che interessi lo Zoo, la Radio e tutti coloro che si occupano della tutela dei diritti degli animali. E’ nostra intenzione trasformare questo incidente di percorso in opportunità sia dentro che fuori la diretta radiofonica.

Andremo personalmente nei canili, studieremo iniziative ad hoc insieme ad ogni associazione, ci occuperemo delle adozioni dei cuccioli e faremo del nostro meglio affinché ogni organismo abbia la possibilità di comunicare al meglio la propria attività”.

Una nuova era dello Zoo è pronta a cominciare, un’era di maggiore coscienza civile e di impegno nei confronti degli animali.

 

 

Milano, 15 gennaio 2009  

 

 

postato da: faffo alle ore 11:35 | link | commenti (3)
categorie: ipse dixit, radio, tivvù

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